Ti amo per abitudine

Ti amo per abitudine
La solitudine di chi non sa perdere

Ti amo per i ricordi
che sono belli
perché diversi

Da ciò che siamo
Da come eravamo

Tutto più limpido
Tutto più azzurro

Quando ti guardo
Distesa al sole

Un’ombra scura
Tra le mie ciglia

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Jingle Bells, Jingle Bells, la la la la la

Il natale è un periodo critico dove tutto è di troppo: troppo cibo, troppi soldi spesi inutilmente, troppi parenti che non vedi da un milione di anni, troppe ore passate assieme, troppi bambini per casa a ricordarti com’eri, troppa ipocrisia a mettere a nudo la verità…

La verità, già!

Il natale, soprattutto a tavola, è il momento in cui la miscela esplosiva di tutti questi elementi porta a mettere a nudo i sentimenti, ad abbassare le difese dell’educazione e del quieto vivere e a dire la qualunque a chiunque, in un crescendo infantile e sconsiderato in cui tiri fuori quella volta che magari hai beccato tuo padre a fare il cascamorto con la tua compagna di scuola, tua madre che tiene inequivocabilmente più a tuo fratello che a te, tua zia che si è presa tutti i gioielli più belli della povera nonna e chissà altro.

Chissà altro.

Ci sono momenti nella vita in cui la veritá ci investe della sua cruda coscienza, momenti in cui si ha il bisogno impellente di chiarezza, di trasparenza, momenti percolosi da valutare con attenzione perchè non cambia niente, non cambia mai niente, noi, gli altri, di fondo, rimaniamo sempre uguali a noi stessi e ogni sforzo sembra inutile.

Eppure, la verità, per quanto terribile, per quanto temuta, per quanto spesso lungamente intuita, ci restituisce una temporanea sensazione di integrità, di giustizia, quasi di forza. Perchè, malgrado tutto, ci si adatta a tutto. E si va avanti.

Buon Natale e… andateci piano! :)

Bellezza e verità sono una cosa
Questo è quanto sappiamo sulla terra
E questo è tutto che sapere importa

Johnny

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La ricerca della felicità

Dunque cos’è la felicità? Un frammento di vita in cui ti senti pienamente appagato? Uno stato di grazia fatto di meditazione profonda in cui stacchi dalle passioni e godi di ciò che la natura ti offre?

Magari il fatto di raggiungere gli obiettivi che hai cercato nella vita, una bambina che ti stringe le braccia attorno al collo, un prato pieno di margherite. Oppure, molto prosaicamente, vedere un nemico affondare, spendere quello che vuoi, comprare quello che vuoi, anche le persone? Ah già! Il potere…

Una cosa è certa, per essere felici bisogna essere pronti a lottare.

Però, però…

La felicità ognuno la trova dove la vuole vedere. Non parlo di accontentarsi. Parlo del fatto che è vero che la vita è una continua ricerca, una sfida fatta di stimoli e traguardi, ma forse bisognerebbe osservare con maggiore attenzione le cose che ci stanno attorno, dare una possibilità anche alle abitudini. Accogliere con un benevolo sorriso.

- Bello questo film, vero?
– Si mamma, ma perchè piange?
– Perchè è felice, a volte capita. Ha trovato finalmente un lavoro e così può far stare suo figlio in una bella casa e comprargli tante cose. È questo che rende felice un genitore, vedere il proprio figlio che sta bene.
– Hai dimenticato una cosa mamma, hai dimenticato l’amore.

Così.

Non puoi sempre cercare. Ogni tanto ti devi fermare e guardare

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Vivere senza Twitter ovvero: Mi sono innamorata di te perchè non avevo niente da dire

Curioso che abbia deciso di parlare di Twitter solo adesso che mi sono cancellata.

Twitter mi è sempre sembrato una specie di luna park dove ognuno si esprime liberamente spesso in maniera grottesca, quasi mai mettendoci la faccia. C’è la bella che se la tira, lo sborone, l’impegnato, la casalinga frustrata, il comico, il poeta… C’è veramente posto per tutti. E come i giocatori di wrestling si compete a suon di battute esprimendo qualunque tipo di pensiero nella totale libertà.

E anche io, col mio humour acidino ne ho dette di ogni. Poi mi sono resa conto che in 140 caratteri non esprimi una opinione, ma realizzi uno slogan. E allora ho smesso di parlare di politica. Allora ho interagito con tante simpatiche persone con le quali ho scambiato commenti anche molto intensi, almeno per me. Poi però ti rendi conto che l’amicizia è altro, è oltre, è tanto vissuto assieme. Aver condiviso un hahaha non mi basta. Allora mi sono fatta paladina delle ingiustizie del mondo, una mia fissa da sempre, per poi rendermi conto che la mia sensibilità è legata al fatto che per anni ho percepito come ingiusti eventi della vita già vissuti. Salvo poi averli superati. Mi sembrava quasi pretestuoso questa mio presunto senso di equità. E allora ho smesso di parlarne. Quindi ho cercato un linguaggio che mi è familiare, l’amore. Ma le frasi ad effetto si nutrono di disagio ed io sono molto innamorata, e ricambiata. Allora ho cercato un altro tema, la musica, che è parte integrante della mia vita. Ma ho i miei gusti, francamente poco popolari.

Allora… Allora mi sono cancellata per evidente mancanza di argomenti. Forse, dopo tanto dire, è ora di fare.

Grazie di tutto Twitter, e alla prossima!

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Most Influential Blogger

ohmarydarlingblog:

Comincia a piacermi fare la blogger…

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Ed eccoci a un nuovo premio, grazie alla cara Smoothsolidade.

Si tratta del premio Most Influential Blogger Award, che prevede queste 3 regole.

Le regole per questo premio sono:

1. Aggiungi il logo del premio al tuo blog.

2. Rispondi alle seguenti domande.

3. Passa il premio ad altri 11 blog e comunicaglielo.

Dunque, il logo non lo aggiungo al blog perché, anche se mi dispiace, non l’ho fatto neanche per il logo degli altri premi ma, come per gli altri, lo utilizzo per il post (è quasi lo stesso, giusto?  ;)  ).

Le domande sono:

1) Cosa ti rende più felice?

Beh, grazie al cielo ho una sfilarata di cose che mi rendono felice, da quando mi alzo la mattina. Mi reputo una donna fortunata, ma diciamo che sono anche in grado di apprezzarle tutte le fortune, dallo svegliarmi in casa mia, in un paese in pace…

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La vita oltre all’amore

“Anni e anni dopo la guerra, dopo i matrimoni, i figli, i divorzi, i libri, era venuto a Parigi con la moglie.
Le aveva telefonato. Sono io. Lei l’aveva riconosciuto dalla voce. Le aveva detto: volevo solo sentire la tua voce. Lei aveva detto: ciao, sono io.
Era intimidito, aveva paura come prima, la voce improvvisamente gli tremava e in quel tremito, improvvisamente, lei aveva ritrovato l’accento cinese.
Lui sapeva che lei aveva cominciato a scrivere libri, l’aveva saputo dalla madre incontrata a Saigon. Sapeva anche del fratello piccolo, disse che ne aveva sofferto pensando a lei.
E poi sembrava che non avesse altro da dire. Ma poi glielo aveva detto.
Le aveva detto che era come prima, che l’amava ancora, che non avrebbe potuto mai smettere d’amarla, che l’avrebbe amata fino alla morte”

Leggere Marguerite Duras per me è devastante e intollerabile come solo la vera bellezza può esserlo. Una bellezza che ha in se’ il germe della corruzione. Le mal de vivre.

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L’ingegnere George

ohmarydarlingblog:

In assenza di idee mi autoribloggo un post degli inizi che giustamente non si è filato nessuno

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George era un tipo preciso.

Puntava la sveglia alle 7.00 del mattino tutti i giorno che Dio ci ha dato. Andava in bagno, si lavava le mani, poi faceva pipì, sempre in quest’ordine. Aveva un armadio a quattro ante, una per ogni stagione e prendeva la metro sempre alle 8.00 per essere in ufficio un’ora dopo.

Non cambiava mai strada.

Sulla sua scrivania aveva una penna rossa, una blu, una matita e una gomma. Sul computer faceva calcoli complicati e alla fine della giornata lucidava schermo e tastiera con lo spray.

Alle 7.00 di sera faceva lo stesso percorso del mattino, 40 minuti di footing e poi a nanna alle 11.00 in punto. Questo tutti i giorni. Tranne il mercoledì.

Ogni mercoledì sera pagava una prostituta. Non si sforzava mai molto, lasciava che facesse tutto lei.

Un giorno venne una ragazzina, una biondina tutta occhi con milioni di tatuaggi. George…

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