Il mestiere più antico del mondo

Uno dei mestieri più complessi è diventato quello del genitore. Una volta le famiglie erano numerose e praticamente i figli crescevano da soli. Oggi ci si impegna di più, si esige di più.

Puoi avere 18 come 50 anni, essere superinformato, ma non credo che si sia mai veramente pronti a diventare genitore. Un fatto naturale che in una società innaturale come la nostra, con pochi fratelli, nipoti con i quali fare esperienza, diventa complicatissimo.

Si esige spesso che i figli si comportino in un certo modo, magari trascinandoli per terra da una parte all’altra senza essersi conquistati la fiducia e il rispetto. Senza dialogo.

E a mio avviso gli effetti di una educazione sbagliata si scontano per generazioni.

Si sbaglia assieme, si cresce assieme, si cambia assieme.

Sembra un paradosso ma a un certo punto della vita sono i genitori ad essere rieducati dai figli

20121012-185925.jpg

Informazioni su ohmarydarlingblog

The game
Questa voce è stata pubblicata in Micro articoli e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

24 risposte a Il mestiere più antico del mondo

  1. Rocco R. ha detto:

    Ho iniziato a “cazziarli” anch’io da un pò di tempo. E mai avrei detto che mi sarebbe toccato farlo.

  2. Rosa ♥ ha detto:

    a volte sai, penso che servirebbe un bel manuale d’istruzioni all’uso…
    una sorta di patentino che rilasciato dopo esame ti consenta di diventare padre o madre.
    genitori.. è piu’ facili… se si intende genitrice- che da la vita.
    educare è difficile… ma quante cose che non mi piacciono vedo negli atteggiamenti dei genitori…
    si dce che il porto è rovinato dai marinai… i figli spesso dagli stessi genitori🙂 ciao e buon fine settimana…

  3. Antonio ha detto:

    Da figlio pensi che se anche non sono perfetti, sono sempre i genitori. Da genitore pensi pensi che se anche non sei perfetto, sei sempre il genitore.

  4. Drimer ha detto:

    Da figlio pensavo che non sarei stato come il genitore, da genitore penso che lo sarò e basta.
    Buona serata

  5. blueaction666 ha detto:

    Forse i genitori dovrebbero dismettere i panni che la società ci impone di indossare quelle dell’educatore, non lo siamo non potremo mai essere forse possiamo dare emozioni e sentimenti di tutti i tipi e lasciare che i figli possano commentare e esprimersi.

    • ohmarydarlingblog ha detto:

      Penso che i bambini abbiamo bisogno anche di un punto di riferimento saldo. Effettivamente è molto complicato educare e lasciarli liberi di crescere

      • Don(n)a ha detto:

        I bambini DEVONO avere qualcuno che li guidi, non sono in grado di gestire emozioni o sentimenti se nessuno li insegna loro. Poi è chiaro che vanno lasciati liberi di esprimersi, ma se non li “accompagni” faranno una fatica doppia a crescere

      • ohmarydarlingblog ha detto:

        Pienamente daccordo

      • blueaction666 ha detto:

        Il punto di riferimento dovrebbe essere quell’angolo dove i bambini si sentano protetti amati e consigliati.

      • Don(n)a ha detto:

        Non solo amati e consigliati blueaction ma anche frenati e sgridati, quando serve. Se tu lasci una pianta crescere senza contenerne e guidarne la crescita, senza “educarla” lo farà in modo selvaggio, invadendo magari spazi che non le sono concessi; lo stesso vale per i bambini. I NO sono una forma di amore.

      • ohmarydarlingblog ha detto:

        Se poi lavori tendi a dire qualche si in più…

  6. fab ha detto:

    nessuno fornisce i genitori di un “manuale d’uso”, spesso si ripropongono i propri vissuti, se si ha la fortuna di aver avuto una famiglia serena, si hanno probabilità che fili tutto liscio, ma se sorgono problemi …genitore ci si inventa giorno per giorno, e non si è uguali mai..credo che la figura genitoriale sia anche personalizzata a seconda del figlio, spiego…mia madre non era uguale con me e mia sorella: io sono nata ribelle, lei timidissima…credo avesse ragione

  7. johnnystecchino ha detto:

    Odio i genitori. Non tutti. Considero degli aspetti, e ce ne sono tanti.
    Ce n’è uno fra tutti. Io sono sempre andato in bici a scuola: alle elementari facevo la strada con mia sorella, alla materna ci accompagnava la mamma. In bici, o con quella a rotelle o sul seggiolino. Oggi, quando passo dalle parti della mia ex scuola, sempre in bici, nel pomeriggio mi capita di trovare la ciclabile invasa dalle macchine in sosta. E ogni tanto, qualche mamma tirandosi dietro il bimbo fa: «Attento! C’è la bici». Ora non pretendo che quel bambino debba rinunciare a un passaggio in macchina per ricevere un’educazione uguale alla mia. Ma se i loro genitori non gli facessero scudo con la loro ignoranza magari saprebbero che con un paio di rotelle LORO (i bambini) potrebbero essere già ciclisti, saprebbero che gli altri ciclisti non sono una minaccia e, perlomeno, sarebbero a conoscenza delle remote possibilità di incrociare delle bici su una pista ciclabile.

  8. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...