Come conquistare i ragazzi

Al liceo tutte, ma proprio tutte, pensavamo ad una cosa sola: come conquistare i ragazzi. Marginalmente pensavamo anche allo sport e a studiare, ma era una parentesi fastidiosa sul nostro obiettivo principale: come piacere.

E si prendevano delle cantonate micidiali. Per me che ho sempre pensato che se c’era il libro ero salva, mi ero comprata una marea di pubblicazioni su come essere simpatica, come capire se gli piaci, come mandargli messaggi subliminali piuttosto che dirgli esplicitamente che gli interessavi. Una roba da sfigate.

E suggerimenti questi libri te ne davano, ah se te ne davano. Ci riunivamo in tre o quattro e invece di studiare leggevamo questa roba. Cito a memoria. Allora per fagli capire che ti interessa piega la testa da un lato, accarezzati la gola mentre lo guardi oppure prendi una ciocca tra le dita. E noi li ad intorcinarci i capelli mentre quelle che cuccavano erano le ragazze che uscivano con quelli più grandi automuniti.

Oppure quella delle pupille. Se si allargano quando gli parli allora è interessato. Il problema era SE parlargli.

Ovviamente il compagno di banco che mi passava i compiti di matematica non era minimamente preso in considerazione. Il caro, intelligentissimo, dolce Battaglia. Mai coperto. Io ero persa per uno dell’ultimo anno che non mi vedeva proprio. Tranne una volta. Una volta avevamo terminato la partita di pallavolo ed eravamo gasatissime, uscimmo dalla palestra letteralmente saltellando quando incrocio lui che si ferma, mi guarda, mi sorride e mi fa una scafetta sulla guancia. Tutto qui.

Quanto ci ho fantasticato su questa cosa. Immaginavo che si sarebbe fermato altre volte, che mi avrebbe parlato, mi avrebbe detto che mi amava. E invece niente. Ogni tanto qualche sguardo me lo lanciava per la verità, probabilmente perchè gli ero sempre davanti.

Sennonché arrivò l’utimo giorno di scuola. Organizzammo una specie di festa tra le sezioni del primo anno. Quelli dell’ultimo erano al piano di sotto e non ci pensavano proprio a salire. Mentre mi arrovellavo se scendere o non scendere, dirglielo o non dirglielo, provarci almeno, quella sarebbe stata la mia ultima occasione, vedo lui che esce dalla scuola coi suoi amici. E amiche. Anzi una l’abbracciava proprio. Scomparve oltre il cortile con questa appesa al collo. Non l’avrei mai più rivisto.

Ho avuto la sensazione nettissima spacca cuore. Davvero. Uno zot terrificante in mezzo al petto. Pensavo di rimanerci secca. E invece no, ero ancora li, viva e vegeta. Con Battaglia che forse aveva capito, o forse no, che mi chiedeva di ballare. Un paio di giri li ho anche fatti, poi quando ha cominciato a stringere un calcetto gliel’ho dato. Leggero leggero. Lo sapevo cosa stava passando. Eppoi lui rimaneva sempre il mago nelle materie scientifiche e per me, la matematica, è sempre stata una vaga opinione.

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The game
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21 risposte a Come conquistare i ragazzi

  1. arielisolabella ha detto:

    Io pensavo solo a studiare ed a nuotare…ero proprio irrecuperabile!

  2. frz40 ha detto:

    Post carinissimo, anche se hai perso la Battaglia. Ma non la guerra, vero?

  3. elinepal ha detto:

    “per me la matematica era solo una vaga opinione” è grandioso! Come ti capisco, ciocche intorcinate incluse!

  4. samantagiambarresi ha detto:

    Questi libri che ti dicono come comportarsi… che divertenti!

  5. matematicowyllyam ha detto:

    quante volte ci sono passato… dai calcetti dico… e quelle che mi piacevano erano sempre a guardare oltre la finestra mentre stavo lì a sentire il mio zot nel cuore che si rompeva…

  6. Rocco R. ha detto:

    Mi capitò di rivedere una fanciulla per cui ero cotto al liceo diversi anni dopo. Era diventata ancora più bella, probabilmente. Ma riuscivo a notare in lei una vacuità ed una malizia forzata che il carico ormonale dell’adolescenza mi nascondeva del tutto. Non c’è stata delusione, solo la soddisfazione di sentirmi più maturo.

  7. newwhitebear ha detto:

    Della serie come perdere il treno, aspettando quello dopo che non arriva mai.
    Simpatica ricostruzione degli anni ruggenti di quando si era adolescenti.
    Uno della quinta che si mette con una della prima? Mai. Non ricordo che sia mai capitato.
    E pare di averne avuta una conferma.
    Ironico, scanzonato e divertente post.
    Felice serata
    Un caro saluto

  8. un bel memoir, la somma delle nostre stupidità fa un’intelligenza della madonna😀

    alex

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