L’Onda

Che ci faccio con Maura? Le ho chiesto di raggiungermi, con la scusa che deve essere indipendente. Mi ha mandato a quel paese. Figuriamoci se mi sta ancora appresso. Uno come me, inaffidabile e sull’orlo del licenziamento. Uno che non ce la fa ad andare a prendere la fidanzata, a portarla ad un ristorante, a pagarele una vacanza. Consapevole di averle rubato un anno della sua vita costringendola ad adattarsi ad un malato come me.

Cos’è tutta ‘sta gente? Troppa, si accalca, guarda nel mio piatto vuoto e vuole che gli faccia posto. Non posso, non posso, sento l’onda, non adesso, maledizione, non guardatemi tutti.

Troppa luce. Gli occhiali, si gli occhiali da sole. Mi controllo il battito sotto il tavolo, oramai sono un esperto a non dare nell’occhio. Oggi però è forte. 130 pulsazioni. Calma. Le pasticche le ho lasciate in ufficio. Coglione, sono un coglione, e adesso che faccio?

Devo pagare ma come ci arrivo alla cassa? Dio sto morendo, sono tutto sudato, troppa gente. 850€ di yoga e meditazione e non riesco manco a respirare.

Mi sono sentito male anche davanti a Maura. Mi ha guardato disgustata, io che avevo paura, che chiedevo aiuto. Era facile colpirla quando facevo i giochetti da prestigiatore, i trucchi che ho imparato dopo anni di analisi.

Braccia conserte? rifiuto, facile. Gambe rivolte verso di me? approvazione, chiaro. Era facile scoprire i suoi meccanismi di difesa. Lo aiutata a capirsi, e nello stesso tempo a dipendere da me. Bastava dirle: “sei brava, ma puoi fare di più”. Mai darle la sicurezza.

Ma che vogliono questi? Perchè mi chiedono come sto? Ma non avevano detto che in questa cazzo di città tutti si disinteressano di tutti? La birra gelata, dico che mi ha fatto male quella. Forse la svango anche stavolta. troppa vergogna a dire cosa realmente ho.

Il proprietario si avvicina. Mi sorride ma lo so che vuole che me ne vada, sto dando spettacolo. Grugnisco senza che possa controllarmi. Vedo le pareti che si stringono. Lo so che non è vero. Ma le vedo. Mi cade il portafoglio. Pago, barcollo, se Dio vuole riesco a centrare la porta. Sono fuori. L’aria fresca mi sorprende. Ho il cuore fuori controllo. E anche questo locale oramai è da evitare.

Terapia breve! Ma per piacere, cinque anni che soffro di attacchi di panico e senza pasticche nemmeno uscirei di casa. Gli attacchi di panico sono la paura che ti aggredisce alle spalle e non è giustificata da niente. Niente attacchi dall’esterno, nessuna minaccia, sono solo io che sono un fesso che vado fuori di testa solo perchè c’è un po’ di gente. Costretto a fare percorsi obbligati che se cambio strada vado in paranoia. Mi accuccio tra due macchine. Se mi becca qualcuno dell’ufficio sono fregato.

Ecco l’onda che mi gela le vene, che mi fa credere che sto impazzendo, che mi taglia il cervello in due. Non vedo niente. Sto piangendo e cerco di capire che ore sono. Venti minuti, mezz’ora al massimo. Poi passa. Passa sempre. Lasciandomi vuoto e disperato

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The game
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33 risposte a L’Onda

  1. in fondo al cuore ha detto:

    Sono davvero tremendi gli attacchi di panico…..li hai descritti benissimo! Buon inizio settimana!

  2. arielisolabella ha detto:

    Sono un flagello ..io soffro Dell altro problema controllo totale ed assoluto ma riesco ad immaginare ..brava!

  3. lucadic67 ha detto:

    psicoterapia comportamentale…aiuta.ciao e ricordarsi che anche un lutto,una perdita del lavoro e una scarsa autostima,creano gli attacchi di panico.

  4. newwhitebear ha detto:

    Un post tutto incentrato sul panico e sulle paure che colpiscono chi ne è malato. Hai simulato perfettamente il crescendo di ansia e angoscia che toglie il respiro.
    Veramente sei stata molto abile e brava.
    Complimenti
    Felice serata
    Un abbraccio

  5. masticone ha detto:

    Io ne ho sofferto
    E almeno a me colpivano in modi e forme diverse. Ma rimane il fatto che parlarne e’ una grande cosa . Chapeau

  6. E io pure… penso sia una cosa comune degli introspettivi, ergo degli scriventi…

  7. melodiestonate ha detto:

    leggendo questo post mi è venuto un attacco di panico,ci ho sofferto anni fa e me ne sono uscita senza l’aiuto di nessuno e tantomeno dei farmaci. Hai simulato perfettamente il crescendo di ansia e angoscia ………buona giornata.Sara

  8. itacchiaspillo ha detto:

    Sempre più brava!!!🙂

  9. ellagadda ha detto:

    Brutte bestie, cavolo, mi hai fatto salì l’ansia!😀
    (si sdrammatizza, ma, ahimè, comprendo)

  10. Marcovaldo ha detto:

    Non saprei cos’altro aggiungere (il pezzo è magnificamente scritto), se non di cambiare analista.

  11. Però questa, di onda, con le tue parole, passa e non lascia indifferenti.

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