La Fame

Guardo la camera di mio figlio letteralmente sommersa di libri e giocattoli di ogni tipo e il dubbio mi assale: “E se mi stessi sbagliando?”

Voglio dire: tutti cercano il meglio per i propri figli: la scuola viene scelta scrupolosamente vagliandone con sospetto i pro e i contro, eppoi, in un’epoca in cui i bambini non hanno la strada come palestra di vita, vuoi non segnarlo a qualche corso sportivo? Considera che povero, deve pur socializzare, ovviamente con la mia supervisione che lo assisto nelle sue tournée di parchetto/merende/festicciole/McDonald/Cinemino. Vuoi non farti l’abbonamento a Sky per consentirgli di vedere programmi educativi? Non gli compro l’indispensabile ragno molle in edicola che hanno tutti i suoi compagni d’asilo e le timberland che sono fichissime?

Sarà troppo?

È impensabile agire diversamente, non guidarlo marcandolo stretto come fanno tutte le mie amiche, in un’epoca che si percepisce come estremamente pericolosa e che offre tanti surrogati all’esplorazione.

Cos’è più stimolante? Spalancargli il mondo o privarglielo?

Ripenso a me e alle mie ginocchia perennemente sbucciate, i pomeriggi passati sulla bicicletta, il fiordifragola a duecento lire e come giocattolo il mondo intero da esplorare.

É la fame che ti spinge a cercare il cibo, è la solitudine che ti fa innamorare, il desiderio che ti fa cercare. La prospettiva di mondi nuovi, di altri cieli diverso dal tuo. Migliori.

Non esiste poesia senza perdita.

Guardo mio figlio che dorme sereno col suo ultimo giocattolino stretto tra le dita. No, no sto facendo la cosa giusta. Meglio il giocattolo della strada, meglio tutto il mio amore incondizionato della conquista. Meglio un mondo conosciuto attraverso i documentari, seduto sul divano, che il pericolo di affrontarlo direttamente.

È tutto più rassicurante. Sono io che ho sempre fame

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The game
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41 risposte a La Fame

  1. wyllyghost ha detto:

    non ho figli, ma sorelle e fratelli più piccoli e due nipotini… e nonostante io sia solo uno zio-fratello maggiore tanti interrogativi me li pongo lo stesso… controllare e supervisionare tutto va bene. ma a volte ho paura che sia troppo. che non lasciamo abbastanza spazio alla creatività, all’errore, alla sbucciatura sulle ginocchia… è giusto? è sbagliato? forse troppe coccole e troppa apprensione non sono il massimo…

  2. frz40 ha detto:

    E invece no. La strada (con giudizio) è una grande maestra e consigliera. Così è stato per me, almeno. Anche se erano altri tempi.

  3. Diemme ha detto:

    Bellissimo pezzo ma, chissà com’è, la frase che mi ha più colpito è stata “è la solitudine che ti fa innamorare”.

    Chissà com’è. Ma forse ancora non mi sento abbastanza sola. Abbastanza disperatamente sola. 🙄

  4. Non ho figli…ma lavoro con i ragazzi, quelli più grandi che hanno già superato l’età di tuo figlio. La cosa migliore sarebbe una via di mezzo…certo che non sbagli, un genitore che ama non sbaglia mai. Purtroppo oggi, parlando con molti di loro, mi rendo conto che crescere i propri figli è un compito tremendamente complicato. Molti li opprimono, soffocandoli di attenzioni e chiudendoli in un mondo ovattato. Ecco…forse la soluzione migliore sta nel mezzo, come sempre d’altronde. Il saper sostenere ma anche il lasciar andare a tempo debito. Ora, forse, è presto.
    Non star lì a pensare…l’amore non sbaglia.

  5. arielisolabella ha detto:

    Ho una figlia e mescolo la sua vita di ambienti diversi esperienze agì e sacrifici perché’ bisogna conoscere per poter comprendere il tutto proporzionato alla sua età’ s intende.ciao!

  6. lella ha detto:

    Non è mica facile avere la sicurezza di non sbagliare, di fare il meglio per loro, di scegliere il meglio per loro…credo però ci sia un tempo per tutto, per tallonarli da vicino e per lasciarli andare piano piano…è naturale, te ne accorgerai…vero, non hanno la strada per giocare, hanno altri luoghi ma è in quei luoghi che si confronteranno con gli altri e impareranno
    Buon fine settimana
    lella

  7. Bricolage ha detto:

    Ho percepito la tua paura, prosegui secondo il piano che più ti appartiene. Neppure io ho figli, ma credo che farei di tutto per tutelarlo ed educarlo ad una visione della cose quanto meno sana e giusta del mondo. Anche se ho una paura fottuta del futuro.

  8. newwhitebear ha detto:

    Sicuramente i figli di adesso sono diversi dai filgi, che eravamo noi alla loro età.
    E’ cambiato il mondo, il modo di percepire la vita, i rapporti con gli latri, mentre noi cerchiamo di farli crescere con meno traumi possibili.
    Troppo protetti? troppo protettivi i genitori di adesso? Forse, anzi senza il forse. Però mi domando come sarebbepossibile essere differenti.
    Mia figlia non è piccola come il tuo, ma ricordo che non era possibile sottrarsi alle mode, al giocattolo, anche se garbatamente ho cercato di trasmetterle il valore di quello che riceveva.
    Felice notte.
    Un caro saluto

  9. bortocal ha detto:

    condivido (da nonno, ultimamente :)).

    proprio ieri in un altro contesto mi capitava di fare considerazioni simili: i risultati di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: adolescenti emotivamente fragilissimi ed impreparati a gestire le relazioni psicologiche, perché vissuti in un mondo di isolamento artefatto oppure in istituzioni perennemente controllate dagli adulti.

    • ohmarydarlingblog ha detto:

      Esatto! Le loro conquiste sono all’acqua di rose: se metti a posto la tua stanza ti regalo il giocattolo. Per lo meno ci provo. Altra cosa è: ti compro il giocattoli basta che non rompi… Eppure c’è il pensiero fastidioso che la stanza dovrebbe metterla a posto a prescindere. Ci devo lavorare

  10. lucadic67 ha detto:

    a mio figlio daro’ sempre il meglio che posso dare.se sbaglero’ saro’ io il responsabile,ma non avro’ mai rimorsi per non averlo fatto,ciao.

  11. Monique ha detto:

    C’è proprio di che preoccuparsi a crescere un figlio oggi, ma al di là di quello che gli dai credo che l’importante sia esserci.

  12. Drimer ha detto:

    Una fame di vita, di conoscenza, di gioia, di dolore…è questa la richiesta che viene dai nostri figli, se non diamo retta alle nostre paure, ai nostri egoismi riusciremo a sfamarli bene.
    Oggi è dura far capire che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, ma sono convinto che la famiglia rimane al centro dell’educazione dei figli.
    L’importante è non tenerli nella “bambagia”, seguirli nella loro strada e soprattutto parlare con loro.
    Pur avendo passato i 2/3 della mia esistenza in tre continenti, passato momenti belli e brutti, non ho ancora finito con mio figlio, anzi penso che il ruolo del genitore non ha con se una data di fine lavori.
    Comunque, vedrai che ce la farai, se non altro perchè te lo stai chiedendo.
    Un sorriso🙂

  13. solomenevo ha detto:

    sicura che è meglio? hai scelto per lui o per te?😉

  14. stelioeffrena ha detto:

    I bambini si divertono normalmente con pochissimo, basta pensare alle trottole. Penso che più gli si dà e meno sono capaci di divertirsi.

  15. Parole giuste: meglio un certo equilibrio, ma sicuramente non tutto dovuto. Crescere con troppo in mano toglie il gusto della scoperta, a mio parere.

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