Arianna e il suo filo

Di Saffo

“Vieni
inseguimi tra i cunicoli della mia mente
tastando al buio gli spigoli acuti delle mie paure.
Trovami nell’angolo più nero
Osservami.
Raccoglimi dolcemente scrollando la polvere dai miei vestiti.
Io ti seguirò.
Ovunque.”

Duemila anni dopo Battiato componeva “La cura”, per me la più bella canzone d’amore mai scritta.

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40 risposte a Arianna e il suo filo

  1. in fondo al cuore ha detto:

    Concordo, buona serata!🙂

  2. Wish aka Max ha detto:

    Battiato si è sempre mosso nel solco della tradizione…

  3. Rebecca ha detto:

    abbi un sereno weekend… Pif

  4. Lia ha detto:

    che meraviglia…credo che la versione di Alice ( sempre che piaccia) la possa completare !

    buona giornata
    L.

  5. melogrande ha detto:

    Difficile a credersi, lo so, ma il testo di quella canzone è di Manlio Sgalambro…

  6. wyllyghost ha detto:

    la cura. si sussurra essere la canzone più cantata e dedicata ai matrimoni. quando lavoravo nelle sale ricevimento l’avrò sentita milioni di volte e per un periodo piuttosto lungo mi era venuta a nausea. adesso che con quel lavoro ho smesso riesco a sentirla di nuovo, ma l’assuefazione non toglie niente alla sua bellezza…

  7. newwhitebear ha detto:

    Una bella poesia sempre attuale. La canzone di battiato non la conosco, ma sicuramente sarà notevole.
    Un abbraccio

  8. biobioncino ha detto:

    quanta delicatezza questa poesia.. kiss🙂

  9. accantoalcamino ha detto:

    Vero, e la canzone di Battiato è perfetta per musicare questo pensiero. Buon fine settimana♥

  10. Claudiappì ha detto:

    Anche per me.
    E belli anche i versi di Saffo. Grazie.

  11. liù ha detto:

    E’ la canzone di Battiato che reputo la più bella tra tutte quelle composte!
    Un abbraccio
    liù

  12. Trutzy ha detto:

    Mi viene una associazione di idde Saffo, Battiato e M. Foucault con “La cura di sé” che parte appunto dagli antichi greci …

  13. stefania ha detto:

    una canzone che mi fa ricordare bei momenti spensierati…🙂 Ti aspetto da me.

  14. sfogliatella ha detto:

    Trovo il testo della “Cura” la più bella dichiarazione d’amore di anima!!!!

  15. Claudio Torchio ha detto:

    Ricordo che quando ho sentito per la prima volta La Cura avevo da poco perso mia moglie. I miei pensieri vagavano su tutte le promesse che vengono fatte in quella canzone e ad un certo punto il mio “senso di colpa” affermò che io non ero riuscito a fare tutto quello che era detto nella canzone… non ci ero riuscito… e piansi.
    Poi, con il tempo, ho potuto apprezzare la canzone ed il suo significato scoprendo poi, recentemente, qualcosa di nuovo: quella canzone Battiato l’ha dedicata a sé stesso!
    Battiato è un “seguace” (mi si perdoni il termine non adeguato ma al momento non me ne vengono di migliori) della quarta via e degli insegnamenti di Gurdjieff, per la quale uno dei precetti principali è “conosci te stesso” (un principio che molti ascrivono a Socrate ma che in realtà arriva da molto più lontano).
    In questa canzone (scritta da Battiato stesso in collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro) sostanzialmente Battiato parla alla sua parte spiritica, promettendole di prendersi cura della sua crescita da una dimensione all’altra (ti solleverò oltre le sfere gravitazionali), tra le altre cose.
    Ciò non toglie che anche dal punto di vista “umano” sia una canzone dal significato molto struggente…
    Buona giornata con un abbraccio.
    Claudio

    • ohmarydarlingblog ha detto:

      Non si finisce mai di imparare, specie su stessi e su come riusciamo a rispondere agli attacchi della vita. Ritrovare se stessi in mezzo al rumore, riconoscersi come parte di qualcosa. Qualunque cosa. Conoscere se stessi per gioire nella semplicità di ciò che ci sta attorno non è nulla senza il confronto, senza la completezza dell’amore… Per me è quella la vera ricerca

  16. Pingback: Quarta via, spiritualità, perdono, cura… quanti argomenti… | Questa strada ha un cuore?

  17. Proprio ieri ho scritto qualcosa dopo aver letto una citazione di Balzac sul fatto che “la solitudine è una bella cosa, ma serve qualcun altro che ti dica che è una bella cosa”: ho pensato che la sfida dei rapporti stretti è proprio mantenere quel briciolo di solitudine, quello dei cunicoli della mente di Saffo, e mantenerlo sano e personale.
    Insomma: essere salvati da questi rapporti stretti, poi non affidarsi ciecamente ma costruire una strada insieme, passo dopo passo, seguendo ovunque ma mantenendo dentro un pezzo di solitudine, un angolo buio che sia buio solo perchè proprio, e non perchè negativo.

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